Kollettivo Kuli al Vento

20 Feb, 2008

Opinioni - Anordest - 24 gennaio 2008 - Io c'ero!

Rassegna Stampa — Inviato da kkv @ 02:12
Teatro: complimenti al Ris che trova anche la facce..... dal culo
giovedì 24 gennaio 2008 12:05 - @NordEst
culi2webGiancarlo Dori, consigliere comunale di Vicenza, sul nuovo Teatro Comunale e la serata di inaugurazione e cita il consigliere Vincenzo Riboni... 

 

Pagliuzze sulla serata inaugurale del nuovo Teatro Civico di Vicenza

 

 

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I verniciatori
Le manifestazioni dei “NO  Dal Molin” all’inaugurazione del Nuovo Teatro di Vicenza hanno avuto il preannunciato  momento di “contestazione creativa” quando sette maschi e una femmina si sono simultaneamente calati pantaloni e mutande per mostrare i deretani sui quali erano state verniciate delle lettere che, a natiche ben allineate e strette tra loro, andavano a formare una polemica goliardica scritta contro Vicenza e il suo teatro. 
Nell’occasione è stato offerto un motivo in più agli spettatori presenti  di poter dire “c’ero anch’io” a chi, un giorno, ricorderà il fatto; chi si scandalizza più ormai per dei  bianchi sederi, tra l’altro mostrati in lontananza? Vivi complimenti vanno, invece, alle Forze dell’Ordine che non hanno faticato molto ad individuare le facce degli autori del fuori programma: evidentemente il RIS ha ormai raggiunto livelli così alti di professionalità investigative da riuscire a ricavare le identità analizzando anche un sol pelo.
Quello che invece rimane a tutt’oggi un mistero, che appassiona non pochi,  è l’identità dei verniciatori e successivamente, finita l’esibizione, degli sverniciatori. Tutti, infatti,  ritengono impossibile che gli sbandieratori di natiche siano riusciti a verniciarsi da soli, ad agire in solitario. Per cui la curiosità  rimane. Qualcuno azzarda l’ipotesi che siano stati quel paio di consiglieri comunali  che sono stati visti aggirarsi in mezzo ai guastatori con atteggiamenti da capimanipolo. Per quel poco che si è visto, i presenti sono stati ammirati dalla bellezza del segno grafico e dalla maestri evidenziata nel maneggiare i pennelli su quelle superfici molli e da posizioni non proprio comode. Il dubbio potrebbe venire sciolto solo con la rivendicazione orgogliosa da parte degli amanuensi, oppure dalla perizia di un esperto grafologo. Ma forse è meglio non accanirsi e stendere un velo pietoso, pieno di carità cristiana, su tutta la vicenda.

L’ovazione
Alla serata inaugurale del nuovo Teatro di Vicenza, i  consiglieri comunali hanno ricevuto inviti singoli non cedibili: una cosa inusuale e non proprio simpatica. Nel settore a loro assegnato non poche erano le poltroncine vuote. Assenti molti rappresentanti dell’opposizione generalmente sempre attenti a contare il numero legale in consiglio. Solo che quella sera non avrebbero potuto far scattare il rinvio dell’inaugurazione del Teatro, per cui i motivi erano altri. Spiccava,  per schiettezza,  quello anticipato qualche giorno prima da un autorevole portavoce degli assenti: non ce la sentiamo proprio di partecipare alla “standing ovation” che verrà rivolta ad Hullweck e che non vogliamo condividere.
In effetti, alla fine del teatrale duetto eseguito sul palco con la Carlucci, è partita dalla platea un’ovazione verso il Sindaco ancor più intensa e convinta  di quello che ci si poteva aspettare. E’ stato certamente un  riconoscimento alla cocciutaggine del Primo Cittadino di Vicenza, ma anche  un grazie alla città e a tutti i suoi rappresentanti pubblici e privati: a quelli di oggi che avevano compiuto un quasi miracolo, a quelli di ieri che con il loro impegno avevano spianato la strada alla sua realizzazione.
Le polemiche assenze mi hanno fatto ricordare un evento lontano. Correva l’anno 1992 e l’Assessore  ai Lavori Pubblici - l’alpino Bruno Zamberlan - aveva invitato consiglieri e cittadini ad inaugurare la pista ciclabile della Riviera Berica: otto chilometri, dalla Rotonda al ponte di Debba, che si snodavano in gran parte fuori della sede stradale; ancor oggi una delle più piacevoli da percorrere, certamente la più frequentata.
Un’opera pubblica che poteva essere accreditata anche al pungolo dell’opposizione, in particolare ai “verdi”. Beh nessuno di loro si presentò all’inaugurazione, tra l’altro divertente perché la si percorse in bici, andata e ritorno, assieme ad un codazzo di cittadini in una splendida mattinata di sole. E sì che era un’opera verde. Anche allora evidentemente ebbe il sopravvento il fastidio di dover riconoscere all’avversario, o al nemico, una cosa buona.
Per cui, tornando ad oggi, mi vien facile apprezzare chi, invece, a teatro c’era. E citare il consigliere Vincenzo Riboni che nell’occasione ha detto: “ Certo, ci sarebbe piaciuto costruirlo noi, ma non ci siamo riusciti. Pazienza! L’importante è essere qui stasera a festeggiarlo. La vita è anche cultura e poi la città salda un debito con i suoi cittadini.”
Nessuna rabbia, nessun rimpianto; ma solo serenità e onestà, come chi possiede una buona gestione di se stesso.

G. Dori - consigliere comunale di Forza Italia

 


Commenti

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    Inviato da globjgtyf — 04 Mar 2008, 13:35


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